In DOLCI

“tiramisù” alla ricotta e miele (con un pizzico di cannella) Per togliersi lo sfizio e stare leggeri

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Ancora un ricetta di Tiramisù e, ancora, una ricetta di un tiramisù non convenzionale!

Il tiramisù è senza dubbio uno dei dolci italiani più famosi al mondo, da sempre considerato uno dei dolci più desiderati, il dolce al cucchiaio prediletto dagli italiani e non solo. Non c’è frontiera che tenga.

Fu proprio il Veneto, Treviso per la precisione, che gli dice i natali.  El tiramesù.


Origini 

Ovviamente non mancano leggende, origini popolari o attribuzioni più nobili, intorno a questo dolce, ma se ci si vuole attenere a fonti ufficiali, a detta dell’esperto eno-gastronomico Giuseppe Maffioli,  il tiramisù nasce nel 1962 (l’atto di nascita e’ stato sancito legalmente dalla delegazione dell’Accademia Italiana della Cucina) a Treviso, a due passi da Piazza di Signori, nelle cucine delle “Beccherie“.

La signora Alba di Pillo con il giovane cuoco, Roberto Linguanotto, detto Loli, ebbero l’idea di amalgamare pochi e semplici  ingredienti fino a creare un dolce che avrebbe portato Treviso nelle tavole di tutto il mondo.

Più recentemente, maggio 2016, però, a seguito dell’uscita di un nuovo libro dedicato al Tiramisù  (a cura di Clara e Gigi Padovani), è emersa una nuova storia corredata da documenti molto interessanti che spostano in Friuli l’origine del dolce.

Si dice che il nome “Tirime sù” sia stato coniato nel lontano 1935 da Mario Cosolo, storico titolare della locanda “Al Vetturino” di Pieris, a pochi passi dal ponte sull’Isonzo.

In realtà la sua ricetta prevedeva altri ingredienti,  limone, panna liquida, marsala e cacao amaro, ma comunque ne fù un antesignano.

Nella pubblicazione si parla, poi, anche di una donna carnica, Norma Pielli Del Fabbro del ristorante “Al Roma” di Tolmezzo, che a metà degli anni Cinquanta sembra abbia inventato quello che poi, decenni dopo, sarebbe diventato il dolce di culto. Nel libro dei coniugi Padovani viene riportata per la prima volta, la ricetta originale e unica, scritta a mano con inchiostro blu su una carta a righe ingiallita, dolce che compariva anche nel menù del Ristorante (menù ritrovato per il concorso Piatto d’Oro e Accademia della cucina di Udine, del 27 novembre 1965):

Fare un buon caffè, sbattere due tuorla d’uovo con un etto e mezzo di zucchero, aggiungere un etto e mezzo di mascarpone.

E poi le indicazioni su come inzuppare i savoiardi, adagiarli in una pirofila, ricoprire con la crema e mettere in frigo per 12 ore.

Siamo, quindi, antecedenti alla rivendicazione Trevigiana, a cui comunque si deve dare i merito di aver “codificato” la ricetta.

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Innumerevoli le varianti

 “IL” tiramisù tradizionale è un dessert a base di savoiardi, inzuppati nel caffé, con una crema di mascarpone e uova, ma è senza dubbio un dolce che si presta a dar libero sfogo alla fantasia!

Come ogni dolce di successo, anche per il Tiramisù esistono una serie infinita di varianti. Dalla sostituzione di alcuni ingredienti a delle vere e proprie rivisitazioni. 

In sostituzione dei savoiardi si possono trovare pan di spagna, pavesini, fette di pandoro per la versione natalizia, biscotti; invece del mascarpone, ricotta, crema pasticciera, panna montata o albumi montati a neve. Fino a poi versioni che del Tiramisù non conservano proprio nulla, senza mascarpone, senza savoiardi,  senza caffè e con l’aggiunta di frutta fresca, generalmente frutti rossi. 

Io concordo con i puristi… tutte queste varianti non sono da ritenersi dei “tiramisù” con la T maiuscola. 

Però, però … perchè non divertirsi a creare qualcosa di diverso, assecondando gusti e necessità particolari? La cucina è anche creatività! 

Ed ecco allora che vi propongo un altro “tiramisù-rivisitato”, con tanto di t minuscola, ma che fa la sua bellissima figura come dolce al cucchiaio, perfetto per un fine cena.

Perché questo “tiramisù” (sempre con la t minuscola) è realizzato con una crema di ricotta anziché di mascarpone, quindi decisamente più leggero, e, inoltre, non prevede l’aggiunta di zuccheri raffinati, ma utilizza il miele per dare dolcezza.

E’, comunque, un tiramisù realizzato con i savoiardi, che resta per me un punto fermo della realizzazione.

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Tiramisù di ricotta


Piatto: Dolce
Cucina: Italiana
Porzioni: 6
Ingredienti
  • 2 uova
  • 1 albume
  • 3 cucchiaini di miele
  • 250 g ricotta
  • q.b. latte (se necessario)
  • 150 g savoiardi
  • 4 tazzine caffe amaro
  • cannella (facoltativa)
  • q.b. cacao
Istruzioni
  1. Separate gli albumi dai tuorli.


  2. Sbattete i tuorli con una frusta e unite a filo il miele, fino a ottenere una crema.


  3. Lavorate la ricotta con la forchetta. Se necessario unire un po’ di latte per renderla più cremosa. 


  4. Unite alla ricotta la crema di tuorli e miele, amalgamando bene.

  5. Aggiungete la cannella (se vi piace!)

  6. A parte, montate gli albumi a neve soda e poi incorporateli dolcemente al composto.


  7. Montate il tiramisù alternando, in una teglia di ceramica o in cocottine monodose, uno strato di savoiardi bagnati nel caffè e uno di crema, terminando con quest’ultima. 

  8. Tenete in frigo per qualche ora prima di servire.

  9. Spolverate la superficie con cacao amaro e servite.

Note

Per tagliare bene i savoiardi, disponeteli a gruppi di due/tre su un piano e con un coppapasta, dello stesso diametro del vostro bicchiere, premete sui biscotti tagliandoli così della misura desiderata. Procedete poi con la bagnatura e la sistemazione nel bicchiere.

Se qualcuno mi ha seguito recentemente, avrà letto che sono stata ospite in una puntata di GEO, in cui il tema era la cucina del senza  – senza grassi, zucchero e sale aggiunto.  Ho proposto, tra le ricetta tratte dal libro che veniva presentato, proprio un tiramisù senza grassi e zuccheri aggiunti.

Alla ricetta originale ho voluto aggiungere una spezia per arricchire il gusto, ovvero della cannella.

Inoltre, ho chiesto consiglio alla mia cara amica nutrizionista Paola Salgarelli (autrice del blog qb: 2 nutrizioniste in cucina, con cui ho sviluppato anche altre ricette –qui) che mi ha  bilanciato la ricetta per far sì che potesse esser considerata un dolce “light”…o quasi!

Questi i valori nutrizionali  a porzione della ricetta proposta:

Kcal per porzione: 206

proteine 10,33 g (20,08%)

grassi: 9,17 g (40,11%)

carboidrati: 7,84 g (39,66%)

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Pillole di Etiquette

Il galateo prevede che a fine pasto si serva un dolce al cucchiaio e che si mangi  con il  cucchiaino da dessert oppure con il più moderno “da salsa”, leggermente più piatto.


 

 

 

 

Ciao!

elisa firma

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