In VIAGGIARE IN ITALIA

Sardegna: un’isola da scoprire anche fuori stagione Non solo mare, ma storia, cultura e arte.

tharros

La Sardegna é famosa in tutto il mondo per il suo mare cristallino (difficilmente nei miei viaggi nel mondo “di isola in isola” ho trovato un mare così!!!), per le sue spiagge bianche, che poco hanno da invidiare a quelle dei tropici che tanto affascinano, e panorami mozzafiato.

Baie, piccole calette si alterano sulla costa a borghi dove ancor vive forti sono le tradizioni. Perché la Sardegna é anche, anzi soprattutto, altro! 

Ho conosciuto la Sardegna per il mare. La prima volta nel 1980, avevo 9 anni e ricordo come ieri quel viaggio in traghetto e le lunghe vacanze su quell’isola fantastica e ancora selvaggia. Ricordo come prima cosa il profumo che ti avvolge appena ci metti piede.

Ci sono tornata più volte e anche fuori stagione, scoprendo una Sardegna ancor più bella.

La Sardegna è una terra di contrasti, di sapori forti e colori accesi, abitata da un popolo discreto e gentile.

Oltre 7 mila le costruzioni nuragiche, le Domus di Janas, le tombe monumentali, poi i siti romani, i castelli, i torrioni, che si trovano sparsi su tutta l’isola, tra la macchia mediterranea e le lagune.

 

Come raggiungerla 

Si può arrivare nell’isola in aereo, negli aeroporti di Cagliari,  Olbia, Alghero e Torboli. Ovviamente è poi consigliabile il noleggio di un auto sul posto.

I traghetti per la Sardegna sono un’ottima alternativa, sia per i costi, alla portata di tutti,  che per la possibilità di poter portare la propria vettura con sé per poi andare alla scoperta delle meraviglie dell’isola, e per questo è la soluzione che preferisco.

E’ un modo di viaggiare da me non troppo usato,  ma per la Sardegna lo faccio sempre volentieri. Vittoria, la mia bambina, è affascinata da queste grandi navi. Io anche dai tramonti e dalle albe che si possono godere sul mare!

I collegamenti sono previsti per tutto l’anno partendo da diversi porti del mar Tirreno con destinazione Cagliari, Porto Torres, Olbia, Golfo d’Aranci (Olbia), Arbatax. Ci sono ben 7 compagnie marittime che effettuano partenze sia di giorno che di notte.

 

Cosa non perdere

Voglio descrivervi alcuni  “buoni motivi” per  visitare la Sardegna anche fuori stagione! Non è una classifica… non sono nemmeno tutti i luoghi più noti e famosi, ma sono mete, attrazioni che mi hanno molto affascinato!

La fonte sacra di Su Tempiesu

Il sito archeologico di Su Tempiesu si trova nel territorio comunale di Orune, in provincia di Nuoro. Un luogo di incredibile pace e silenzio.

Su Tempiesu è un monumento di eccezionale interesse in quanto costituisce l’unica testimonianza originale delle strutture in elevato e della copertura di un pozzo sacro nuragico. E’ costruito con conci di trachite e basalto, materiali non presenti in zona, quindi, probabilmente, il materiale fu trasportato da lontano.  I materiali hanno consentito di ricostruire le fasi di realizzazione e d’uso del complesso cultuale: il monumento venne edificato nelle fasi finali del Bronzo recente e fu frequentato sino alla prima età del Ferro, quando una frana ne causò l’abbandono.

su tempiesu

 

Galtellì, il paese delle “canne al vento”

Un suggestivo e magico borgo, in provincia di Nuoro,  caratterizzato dalle tipiche case della baronia, rese celebri dalla descrizione che ne fa Grazia Deledda nel suo celebre romanzo ‘Canne al Vento’. 

Da non perdere la chiesa del Santissimo Crocifisso, che  prende il nome dalla presenza di un’antica statua lignea del Trecento e il complesso  che ruota attorno alla chiesa di San Pietro, la cattedrale dell’ antica diocesi, che sorge ai margini dell’ abitato, in cui e` stato recuperato un ciclo di affreschi del secolo XII. All’ esterno gli scavi hanno restituito una necropoli con svariate sepolture collocabili al secolo XIV. 

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Villaggio di Tiscali

E’ uno dei posti più consigliati dai sardi: e non si tratta di una spiaggia ma di un sito archeologico di epoca nuragica.  Tiscali è il nome di un antico villaggio nel Comune di Oliena e Dorgali, situato sul Monte Tiscali.

Il villaggio, una quarantina di capanne,  è interamente costruito lungo le pareti della dolina, conca carsica, e non è visibile fino a quando non si raggiunge l’interno della cavità, attraverso un’ampia apertura nella parete rocciosa. All’interno della dolina un particolare microclima consente la crescita di un ambiente vegetale unico. E’ un luogo dall’atmosfera molto suggestiva: sulla parete rocciosa si apre un ampio finestrone dal quale si domina la valle di Lanaittu.

 

Antica città di Tharros

Il sito archeologico di Tharros è di straordinaria bellezza! Lo è sia per i resti di questa cittadina che per  scenografia naturale in cui è inserita.

Una suggestiva area archeologica nel cuore della Penisola del Sinis, nei pressi di Cabras (Oristano), che si affaccia a terrazza sul mare sull’istmo di Capo San Marco, con una splendida vista sul Golfo di Oristano.

Un sito tra i più importanti del Mediterraneo, che appassiona visitatori e studiosi, perchè continua a regalare nuovi spunti di analisi e ricostruzione.

Percorrendo  le strade che si snodano tra le rovine di questa città Fenicio-Punica prima (VIII sec.  a.C.),  si trovano testimonianze legate soprattutto all’aspetto funerario e votivo: due necropoli e un tophet, il tipico santuario fenicio-punico.
La maggior parte dei resti appartiene, invece, alla dominazione romana, come le terme, il castellum aquae (un serbatoio di distribuzione dell’acquedotto della città) ed il cardo maximus, (l’antica strada romana lastricata che era la maggiore arteria cittadina), caratterizzato dalla canalizzazione fognaria ancora oggi in ottimo stato di conservazione.
La città fu abitata fino alla metà dell’XI secolo d.C., quando, essendo troppo esposta agli attacchi dei Saraceni, venne abbandonata a favore di Aristiane, l’attuale Oristano.
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Su Nuraxi di Barumini

È uno dei villaggi nuragici più grandi della Sardegna ed è patrimonio mondiale dell’umanità.

Il Nuraghe è un tipo di costruzione a due piani, di forma tronco conica, realizzata con pietre di notevoli dimensioni disposte a secco in cerchi concentrici sovrapposti che si stringono verso la sommità. Presente in tutto il territorio sardo, sono unici nel loro genere e tipici della civiltà nuragica: eccezionali monumenti tra l’edilizia difensiva e quella civile, sono sopravvissuti fino ai giorni nostri a testimonianza di una cultura millenaria collegata alle civiltà megalitiche del bacino del Mediterraneo.

Su Nuraxi è l’esempio più completo e meglio conservato di nuraghe.

Murales di Orgosolo

Non avevo nemmeno 10 anni la prima volta che li vidi.. e il ricordo mi è stato sempre molto vivo. Ne ero rimasta affascinata.

Orgosolo è un  piccolo centro della Barbagia famoso in tutto il mondo proprio per gli oltre 150  dipinti che adornano le vecchie case del centro storico, ma anche edifici di nuova costruzione, piazze e muri del paese, che  attirano ogni anno la curiosità di migliaia di turisti italiani e stranieri.

I Murales narrano di vita quotidiana, di storia, di politica, ma soprattutto di tradizione e di Sardegna. Pastori che portano il gregge al pascolo, donne intente a lavare i panni o raccogliere l’acqua alla fonte, sono solo alcune delle immagini che raccontano la storia centenaria di Orgosolo.

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Il borgo di Posada

Il borgo medievale di Posada, in Baronia, è uno dei paesi più affascinanti della Sardegna (al pari del più noto Castelsardo) uno dei luoghi più suggestivi della costa orientale ed eccelle per storia, cultura e paesaggi

Un antico borgo arroccato su una rupe calcarea, alle sue spalle si ergono le rovine di un castello, ai suoi piedi, pianura, lagune e mare: un paesaggio che non può che restare scolpito nella mente.

Da non perdere il castello della Fava, costruito dai giudici di Gallura poco prima del 1200. Oggi rimane la torre e le rovine restaurate della cinta muraria: una scala in legno porta in cima alla torre da cui si domina tutto il territorio. La leggenda dice che gli abitanti del castello, assediato dai turchi, diedero a un piccione l’ultima fava delle derrate alimentari. Da qui il nome.

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Sos Cantores

Non perdervi un canto dei Cantores, i cori di voci maschili. La musica tradizionale sarda è una delle più ricche ed antiche del mediterraneo e si manifesta attraverso questi canti polivocali e monodici e nell’uso di strumenti tipici dell’isola.

Si può esprimere in diverse espressioni:  il canto a chitarra,  il canto “a poesia“,  i tenores, prettamente barbaricini, di origini antichissime e, infine, il canto a cuncordu, che si differenzia dai tenores per la  fortissima influenza dei canti sacri polivocali ad esse relativi.

Col termine “tenore” si intende sia il canto stesso sia il coro di quattro cantori che lo esegue. 

Questi quattro cantori svolgono ruoli distinti e molto specialistici. Nel complesso il canto a tenore può essere descritto come un canto solista accompagnato “ad accordi”  da un coro a tre parti vocali. Il solista, chiamato “sa boghe”, canta un testo poetico in lingua sarda mentre gli altri tre cantori, “su bassu, sa contra, sa mesu boghe”, ne accompagnano il canto con sillabe nonsense, emettendo (i primi due oppure uno solo tra i due) suoni gutturali dal peculiare colore vocale. 

Mi è capitato moltissime volte di ascoltarli, in feste popolari e in manifestazioni religiosi ed è veramente molto suggstivo. 

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Ma la Sardegna è molto altro ancora

La Necropoli di Anghelu Ruju ad Alghero, i Giganti di Mont’e Prama a Cabras, Cagliari e la sua cattedrale e i suoi mercati, l’area archeologica di  Nora, la casa e la tomba di Garibaldi a Caprera, le feste tradizionali come la sfilata dei Mamuthones di Mamoiada, il borgo il  Castelsardo

sardegna

E poi la cucina e i suoi vini! La tradizione vitivinicola sarda è d’eccellenza e rinomata: malvasia, cannonau, vermentino solo per citarne qualcuno. 

La gastronomia, semplice e raffinata al tempo stesso,  spazia dai piatti di carne come il classico maialetto arrosto o il capretto allo spiedo ai piatti di pesce grazie al pescato nelle acque sarde. Sarete conquistati dal liquore di mirto, dal profumo del miele delle seadas, dalla fragranza del pane carasau.

Qui trovate tre mie ricette della Sardegna che amo fare molto spesso: i culurgiones e la fregula e seadas.

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Un altro buon motivo per visitare la Sardegna fuori stagione è che è molto più economica, e questo non guasta mai!

Ora si sta aprendo la bella stagione e sicuramente il mare e le sue piagge  la faranno da padrona… ma qualche gita alla scoperta dell'”altra” Sardegna ve la consiglio veramente!

 

Ciao!

elisa firma

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2 Comments

  • Reply
    Selene
    29 maggio 2017 at 15:00

    Io l’adoro ! prenoto sempre in bassa stagione, spiagge deserte …. e cibo fantastico!

  • Reply
    Maria
    6 giugno 2017 at 12:50

    Ciao Selene, anche io prenoto quando posso, compatibilmente con i miei impegni, in bassa stagione. Utilizzo sempre la formula volo + noleggio auto che mi permette di visitare i posti con maggiore tranquillità. In verità, prenota sempre mio marito 🙂 Arriviamo in aeroporto, ritiriamo l’auto a noleggio in aeroporto e poi ci spostiamo nei dintorni di Cagliari. Penso che quest’anno invece andremo vicino ad Alghero e la Riviera dei Coralli.

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