Nella tradizione gastronomica veneta ci sono tantissimi piatti che raccontano la cucina di casa, quella delle domeniche in famiglia e delle ricette tramandate da mamma a figlia: e tra queste troviamo anche la lonza di maiale al latte, conosciuta in dialetto come porseo al late.
Una preparazione semplice e genuina, dove pochi ingredienti si trasformano in un secondo piatto morbido e avvolgente.
Per la rubrica L’Italia nel piatto, dedicata questo mese al tema del latte, in occasione della Giornata mondiale del latte del 1° giugno, il Veneto porta in tavola una ricetta che parla di campagna, allevamenti e cucina contadina: un piatto che valorizza il latte non solo come alimento, ma come ingrediente capace di esaltare la carne con delicatezza e carattere.
A fine articolo potrete trovate tante altre ricette con il latte o i formaggi come protagonisti, da ogni regione d’Italia.
Il porseo al latte: il comfort food delle famiglie venete
Il Veneto è una terra da sempre legata all’allevamento bovino e suino. Nelle campagne della pianura veneta, soprattutto nelle province di Vicenza, Treviso e Padova, il latte fresco era un ingrediente quotidiano, presente in ogni casa colonica.
Utilizzarlo per cuocere la carne rappresentava un modo intelligente per ottenere pietanze nutrienti e tenere, sfruttando ciò che era disponibile in cascina.
Il termine dialettale porseo indica il maiale, animale centrale nella tradizione contadina veneta. Del maiale non si sprecava nulla e la lonza, taglio magro ma saporito, veniva spesso destinata alle preparazioni festive.
La cottura nel latte era ideale per ammorbidire la carne e creare, durante la lunga brasatura, un fondo cremoso e saporito che diventava il vero punto di forza del piatto.
Perché il latte è l’ingrediente segreto di questa ricetta tradizionale
Il latte, nella lonza di maiale, non è un semplice liquido di cottura. Durante la preparazione svolge un ruolo fondamentale: grazie alla sua componente grassa e proteica, aiuta a mantenere la carne morbida e succosa, impedendo che si asciughi.
Con il calore prolungato, il latte tende a “stracciarsi” e a rapprendersi leggermente, formando una salsa densa e rustica che avvolge la carne. Questo effetto, lontano dall’essere un difetto, è proprio la caratteristica più autentica del porseo al latte: una crema saporita, spesso arricchita dagli aromi di salvia, rosmarino o alloro, che accompagna ogni fetta.
Il risultato è un equilibrio perfetto tra la sapidità della carne e la dolcezza lattiginosa della salsa, con un gusto delicato ma pieno.


Come ottenere una lonza di maiale al latte perfetta
Pur essendo una preparazione semplice, il maiale al latte richiede alcuni accorgimenti per riuscire al meglio.
1) Scegliere il taglio giusto
La lonza è il taglio più utilizzato perché compatto e magro, ma deve essere di buona qualità e non troppo magra, per evitare che la cottura prolungata la renda asciutta. Una carne ben marezzata garantisce maggiore succosità.
2) Rosolare bene prima della cottura
Uno dei passaggi fondamentali è la rosolatura iniziale: sigillare la carne in casseruola permette di trattenere i succhi e dona alla preparazione un sapore più intenso. La superficie deve diventare dorata uniformemente.
3) Latte intero e cottura lenta
Per un risultato autentico è preferibile usare latte intero fresco. La cottura deve essere dolce e prolungata: solo così la carne si intenerisce e il latte si trasforma in una salsa cremosa.
4) Gli aromi della tradizione
Nella versione veneta più classica non mancano salvia, rosmarino e talvolta uno spicchio d’aglio. Alcune famiglie aggiungono anche un pizzico di noce moscata o scorza di limone per una nota più profumata.
Lonza di maiale al latte
Ingredienti
- 1,5 kg lonza di maiale
- 2 spicchi aglio
- qb olio extravergine di oliva (volendo anche un po' di burro)
- 6-7 foglie salvia
- 2 rametti rosmarino
- 1 lt latte
- 1 lt vino bianco secco
- qb Sale
- qb Pepe
Istruzioni
- Preferibile ma non obbligatorio, legare il pezzo di carne con dello spago da cucina affinché mantenga la forma durante la cottura.

Marinatura:
- Mettetelo in una terrina coperto di vino bianco e lasciatelo marinare tutta la notte in frigorifero. Questo passaggio non è obbligatorio ma se possibile, fatelo.
Cottura:
- Il giorno dopo asciugatelo bene, salatelo e pepatelo, sistematelo in una casseruola e fatelo rosolare da tutte le parti con dell'olio (o anche una noce di burro), e due spicchi d’aglio.
- Poi aggiungete il latte, la salvia ed il rosmarino interi, coprite e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 1 ora, 1 ora e mezza.

- A fine cottura il sughetto si presenterà grumoso, rappreso, è una sua caratteristica.Togliete i residui delle erbe aromatiche e, se preferite, passate il sughetto al setaccio. Se dovesse essere troppo liquido, togliete la carne e fate andare a fuoco vivace, finchè aver la consistenza che preferite.
Presentazione a tavola:
- Tagliate la carne a fette (si riesce meglio se la carne è fredda, quindi perfetto se la preparate anche il giorno prima), rimettetele nel sughetto a fuoco sempre basso per un paio di minuti.
- Mettete le fettine di carne su un piatto di portata o nei singoli piatti e mappate con la salsa.
- Questo piatto si accompagna con il purè di patate. Ottimo anche con patate lesse o polenta.
Note
Giornata mondiale del latte
La giornata mondiale del latte si celebra ogni anno il 1° giugno ed è stata istituita nel 2001 dalla FAO per valorizzare il ruolo del latte come alimento fondamentale nella nutrizione globale.
Questa ricorrenza vuole richiamare l’attenzione sull’importanza della filiera lattiero-casearia, sul lavoro degli allevatori e sul valore nutrizionale del latte e dei suoi derivati. In molte culture il latte rappresenta nutrimento, tradizione e identità gastronomica.
Celebrarlo attraverso una ricetta regionale come la lonza di maiale al latte significa ricordare quanto questo ingrediente sia profondamente radicato anche nella cucina italiana, non solo nei dolci o nei formaggi, ma anche in piatti salati che raccontano il territorio.
FAQ sulla lonza di maiale al latte
Il porseo al latte è una ricetta tipica di tutto il Veneto?
Sì, è conosciuta in diverse aree del Veneto, anche se con piccole varianti locali negli aromi e nella scelta del taglio di carne.
Perché il latte si separa durante la cottura?
È normale: il latte tende a coagularsi con il calore e i succhi della carne. Questo processo contribuisce a creare la tipica salsa rustica della ricetta.
E’ necessaria la marinatura?
No, non è obbligatoria, ma se ci si organizza per tempo, è sicuramente un passaggio che regala profumi alla carne otre che a renderla ancora più morbida.
Il maiale al latte si può fare il giorno prima?
Certo, anzi, ancora meglio, i sapori si amalgameranno ancor di più. Con la carne fredda verrà anche più agevole il tagliarlo a fette, poi potete scaldarla nel suo sughetto o a bagnomaria per preservare la morbidezza.
Qual è il contorno tradizionale da abbinare?
I contorni più classici sono purè di patate, polenta oppure patate lesse, ideali per raccogliere il fondo di cottura.
Altre 3 ricette venete con il latte e 3 con il formaggio






Abbiamo visto come il latte sia la testimonianza di una tradizione culinaria rurale che ha fatto della semplicità un valore e del rispetto per la materia prima una filosofia.
La lonza di maiale al latte, che vi ho proposto, è il racconto di una cucina che sa trasformare ingredienti essenziali in preparazioni sorprendenti, capace di far riscoprire i sapori delle cucine di un tempo, quando il latte appena munto e un buon taglio di carne bastavano per creare un pranzo memorabile.
Un piatto che profuma di casa, di domenica e di Veneto.
L’Italia nel piatto
Per il tema del mese “La giornata mondiale del latte” qui di seguito le proposte delle altre regioni d’Italia, con questo prodotto o i suoi derivati.

Liguria: focaccia al formaggio (blog: Arbanella di basilico)
Trentino Alto Adige: (blog: Profumi e colori)
Lombardia: Il taleggio: storia, produzione, tradizione e ricette (blog: Pensieri e Pasticci)
Friuli Venezia Giulia: Toç in Braide (blog: La gallina vintage)
Emilia Romagna: Latte in piedi o latte alla portoghese (blog: Zibaldone culinario)
Toscana: Semifreddo di ricotta ’briaca (blog: acquacotta e fantasia)
Umbria: Plumcake salato al formaggio e yogurt di pecora (blog: 2 amiche in cucina)
Marche: Crema fritta marchigiana (blog: forchetta e pennello)
Molise: Stracciata molisana con ciliegie guanciale e verdurine (blog: tarte tatina)
Lazio: Crostini con fiordilatte e alici (blog: Meri in cucina)
Puglia: Muddrica, il dolce di ricotta e latte di Lucugnano (blog: Breakfast da Donaflor)
Campania: Frullato di mela annurca campana e latte fresco alta qualità (blog: Fusilli al tegamino)
Basilicata: (blog: Quella lucina in cucina)
Calabria: Polpette di ricotta alla calabrese (blog: dolcemente inventando)
Sardegna: SaTimballa ‘e latte (blog: Dolci Tentazioni d’autore)
Sicilia Flan di Ricotta con Pomodorini Confit (blog: Profumo di Sicilia)






