Il borgo di Santa Fiora, nel cuore della Maremma

Santa Fiora è un antico borgo, considerato tra i più belli d’Italia, arroccato sulle pendici del Monte Amiata, nella Maremma Toscana.

Un borgo molto conosciuto e meta frequentata soprattutto in estate, dove in molti si rifugiano per scappare dal caldo della pianura e godere di un po’ di refrigerio.

Il paese custodisce antiche rocche aldobrandesche, palazzi sforzeschi e un bellissimo specchio d’acqua che dona un gran senso di pace.

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Il borgo di Santa Fiora

Il borgo si trova a circa 60 km da Grosseto e siamo nel cuore della Maremma, ai piedi del Monte Amiata, a 687 metri di altitudine.

Un luogo ricco di storia con tracce che risalgono al periodo neolitico e tra le prima fronte scritte, nel 883, in una pergamena, si cita proprio il toponimo di “Santa Fiora”.

Il borgo è divido in tre terzieri denominati Castello, la zona più antica, Borgo e Montecatino. 

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Tra pieve e palazzi

Da non perdere una bella passeggiata nel centro storico di Santa Fiora, iniziando dalla Piazza dove si affaccia il palazzo Municipale e alcuni resti delle fortificazioni medioevali. C’è anche un interessante Museo delle Miniere che segna una importante evocazione dell’epoca mineraria vissuta nel territorio di Santa Fiora e Castellazzara.

Il primo palazzo che si incontra entrando nella piazza è il Palazzo Pretorio, ristrutturato nell’Ottocento. Per anni è stata la sede dell’amministrazione comunale. Nel periodo estivo viene utilizzato per ospitare mostre, mentre il piano terra ospita la sede dell’Ufficio turistico e della Pro Loco.

Guardando la sua facciata si nota lo stemma degli Sforza e una lapide che ricorda la visita in questi luoghi del Cardinale Borromeo.

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Il Palazzo Sforza Cesarini si presenta come un’imponente struttura formata da più elementi.

Fu costruito attorno al 1575 dove un tempo sorgeva l’originaria Rocca Aldobrandesca di Santa Fiora. La prima fortificazione, della quale rimangono due torri addossate al palazzo, sorse attorno all’anno Mille. Alla metà del Duecento, a seguito della spartizione dei beni della famiglia Aldobrandeschi, divenne poi la sede della Contea di Santa Fiora.

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Percorrendo via Carolina, si arriva al Pieve delle Sante Flora e Lucilla, patrone del paese.

La pieve si trova già menzionato nel 1142, poi, nei tempi, fu restaurata e modifica. I primi interventi risalgono alla metà del Quattrocento, mentre le più evidenti modifiche sono del Settecento. Il portale di accesso presenta lo stemma della famiglia Aldobrandeschi.

Si possono ammirare delle opere d’arte tra le più importanti del territorio amiatino: una collezione di pregevoli terrecotte di Andrea della Robbia datate tra il 1465 e il 1490 e altre importanti opere come la Madonna della Cintola, il Battesimo e l’Ultima Cena, oltre ad un trittico con l’Incoronazione al centro e i santi Francesco e Girolamo nei riquadri laterali.

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La Peschiera di Santa Fiora

Il Parco della Peschiera, è un luogo veramente magico, inaspettato.

Bellissimo il giardino, nonostante io lo abbia visitato a fine dicembre. Sicuramente nelle altre stagioni saprà avvolgere i visitatori in una vegetazione ancora più rigogliosa, colorata e profumata.

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Ci trovino nel terziere di Montecatini e il nome stesso, “catino”, punto di raccolta dell’acqua, si riferisce alla Peschiera, che raccoglie le acque delle sorgenti della Fiora, che si possono vedere sotto il pavimento della adiacente chiesetta.

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Le fonti del fiume Fiora, sotto la pavimento della Chiesetta

Grazie alla forza motrice dell’acqua, in questa area sorsero diversi impianti pre industriali, mulini, laboratori artigianale, ferriere, fino a crearsi un vero e proprio nucleo abitativo che ospitava le maestranze.

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 La Peschiera era un vivaio di trote degli Aldobrandeschi, trasformato poi in un parco-giardino per decisione della famiglia Sforza, nel 1851 che ha portato gli elementi che oggi possiamo vedere. Queste acque, partendo dalla Peschiera, defluiscono poi in una vasca decorata con una bella scultura raffigurante due delfini con il tridente.

La vasca un tempo veniva utilizzata come abbeveratoio per gli animali, ma anche come lavatoio pubblico.

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La scultura dei delfini e la vasca

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Dove mangiare

Noi ci siamo fermati al ristorante Il barilotto, proprio nel cuore del paese, in via Carolina. Si può apprezzare una buona cucina locale, dai crostini ai fegatini ai crostoni con i porcini, pasta fresca, come i pici al barilotto, con con ragout bianco di cinta senese e finocchietto selvatico, pasta e ceci, la tipica acquacotta e, ovviamente, anche un piatto a base di trota.


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