La torta con le giuggiole è una torta che sa di autunno, preparata con questi frutti antichi e dimenticati, e un mix di farina integrale che le danno una consistenza rustica., Ottima anche con la farina di grano saraceno, farina di teff, ovvero farina naturalmente senza glutine.
La torta con le giuggiole è dolce da credenza che potete realizzare anche in monoporzioni, tipo muffin, per delle gustose merende e colazioni autunnali.
Le giuggiole, un frutto antico
Le giuggiole sono dei piccoli frutti di forma ovale di origine cinese, ricchi di tantissime proprietà.
A vederle sembrano delle olive, il loro sapore va dall’acidulo al dolce: all’inizio della maturazione ricordano la mela verde mentre se raccolte a piena maturazione, di color rosso/ruggine, sono molto più dolci, prendono un sapore simile a quello del dattero, tanto che l’albero viene chiamato dattero cinese.
Si possono mangiare fresche, appena colte, croccanti, oppure dopo qualche giorno, un po’ più avvizzite, e quindi più morbide, ma con gusto più complesso. Sono ottime per realizzare confetture e sciroppi o come ingrediente per dolci e biscotti. E questa torta con le giuggiole ne è una prova!
Torta con le giuggiole, torta di inizio autunno
Qui di seguito le giuggiole in una deliziosa torta da credenza, che io realizzo con un mix di farine integrali. Consiglio almeno una parte di farina di grano saraceno, che le dà un sapore inconfondibile oltre ad essere gluten-free, quindi perfetta anche per chi è intollerante al glutine. Ma divertitevi ad utilizzare anche farine diverse.
Se volete aggiungere nell’impasto anche qualche fettina di mela, ci sta benissimo.
Io scelgo di base uno zucchero di canna, ma anche qui, vi consigli di fare un mix con zucchero di cocco e zucchero muscovado, che regalano una sapore inconfondibile.
Torta rustica con le giuggiole
Ingredienti
- 250 g giuggiole
- 120 g farine integrali (mix con farina di grano Saraceno, di farro, avena, teff)*
- 100 g mandorle o nocciole tritate finemente (o farina di mandorle)
- 2 uova
- 80 g burro
- 100 g zucchero di canna (ottimo anche con un po' di zucchero di cocco)
- 1 cucchiaino abbondante di lievito per dolci
- 1 pizzico sale
Decorativo:
- qualche mandorla a lamella, cranberry essiccati.. (facoltativa)
Istruzioni
- Lavorate gli 80 g di burro morbido con i 100 g zucchero, e aggiungete i 100 g di mandorle tritate (o in farina).Poi incorporate un uovo alla volta, sempre mescolando.
- Aggiungete 120 g di farina setacciata con il lievito e il sale.
- Versate il composto nella tortiera (imburrata e cosparsa con un cucchiaio di zucchero di canna o anche con zucchero muscovado).
- Ora aggiungete le giuggiole tagliate in quarti o a metà (regolatevi con la loro grandezza ), premendole un po’ nell’impasto.
- Aggungete, se volete, anche qualche mandorla a lamella, o frutto rosso essiccati ,e un cucchiaino di zucchero di canna.
- Infornare a 180°C, forno statico, per circa 40 minuti. Fate la prova stecchino, dovrà risultare abbastanza asciutto.Fate raffreddare e poi gustate.
Note
Giuggiole, frutto antico
Le giuggiole sono frutti antichi, ormai dimenticati, che molti non hanno mai assaggiato, ma che fino a qualche decennio fa erano molto comuni (come il corbezzolo, le mele cotogne, le corniole, i biricoccoli, le nespole…) .
Di giuggioli, infatti, non c’è una grandissima diffusione a livello di coltivazione, è più facile scoprire qualche albero in qualche giardino privato o in qualche azienda agricola, ma in questo periodo, in qualche fruttivendolo, un bel cestino di vimini pieno di giuggiole potreste trovarlo!
L’albero, nome scientifico Zizyphus jujuba, sembra essere originario dell’Africa settentrionale e della Siria, per poi prosperare soprattutto in Cina e India. In Italia è arrivato con i romani.
Sono frutti ricchi di vitamina C e ottimi per regolare la pressione sanguigna, e hanno discrete proprietà lassative.
Hanno proprietà anti-infiammatorie e anti-spastiche. Alcuni studi hanno dimostrato che forniscono un valido aiuto nella salute cardiovascolare, migliorano il metabolismo e aiutano a purificare i vasi sanguigni.


Andare in brodo di giuggiole
Ad Arquà Petrarca, sui Colli Euganei (PD), se ne fa un liquore molto apprezzato, conosciuto come “brodo di giuggiole“, divenuto proverbiale.
Famosa, infatti, è l’espressione “andare in brodo di giuggiole”, citata già nel ‘600 nel primo dizionario di lingua italiana, utilizzata per indicare uno stato d’animo di grande soddisfazione e godimento, chiaramente collegato alla bontà di quei frutti.
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