Pissaladière con salsa veneta: la tipica focaccia francese incontra la tradizionale salsa veneta alle sarde. Una ricetta fusion che celebra sapori autentici e contaminazioni culinarie sorprendenti.
Il 17 gennaio si festeggia la Giornata Mondiale della Pizza, un’occasione speciale non solo per celebrare uno dei cibi più amati al mondo, ma anche per ricordarci quanto la cucina sia un linguaggio universale, capace di unire tradizioni, storie e territori lontani.
Il Team dell’Italia nel Piatto dedica a questa giornata l’uscita del mese, con tante pizze diverse, che rimandano alle proprie tradizioni regionali.
Io ho voluto rendere omaggio a questa ricorrenza con una ricetta che è un ponte tra due tradizioni: una pizza “fusion”, una pissaladière alla veneta, una pizza francese reinterpretata con il condimento tipico dei bigoli, l’iconica pasta veneta, con cipolla e sarde sotto sale (qui per la ricetta dei bigoli in salsa).
Una scelta che si è rivelata naturale: le due tradizioni, quella provenzale e quella veneta, condividono sapori, ingredienti e una visione popolare della cucina come gesto semplice, quotidiano.
Andare oltre i confini, mescolare storie e lasciarsi ispirare,questorende la cucina un territorio infinito.E non è la prima volta che faccio questo tipo di viaggio, proprio con la pizza. Qualche anno fa ho proposto la pizza turca, pie, con erbette tipiche primaverili dei nostri campi, le rosole. Qui: PIDE, LA PIZZA TURCA A BARCHETTA, CON ERBE DI PRIMAVERA.
Pissaladière e bigoli, una fusione più naturale del previsto
Quando si pensa alla pizza, la mente corre subito alle versioni più classiche: la Margherita, la Marinara, il trionfo della tradizione napoletana. Eppure il mondo è pieno di pizze, focacce, nate in epoche e luoghi diversi, accomunate dall’idea di un impasto lievitato che diventa una tela per esprimere un territorio.
La pissaladière, patrimonio della zona di Nizza, è esattamente questo: un impasto semplice, morbido, che accoglie una montagna di cipolle stufate, acciughe salate e olive nere. Una ricetta di tradizione popolare, nata per essere gustata nelle strade e nelle case, come cibo quotidiano e identitario.
Quando ho pensato a come celebrare la Giornata Mondiale della Pizza in modo diverso, è stato naturale immaginare un incontro: la pissaladière da un lato, e dall’altra una salsa che, in Veneto, è parte della nostra memoria collettiva.
La celebre salsa di cipolla e sarde sotto sale, quella che condisce i bigoli in salsa, piatto veneziano radicato nella storia e nei riti religiosi, consumato nei giorni di magro, soprattutto alla vigilia di Natale e in Quaresima.
Le due ricette parlano quasi la stessa lingua: cipolle, sarde/acciughe sotto sale, cotture lente, sapori antichi. La fusione non è una forzatura, ma un incontro tra “vicini” che si scoprono simili pur venendo da sponde diverse del Mediterraneo.
E così è nata questa pizza “fusion”, una celebrazione della pizza che unisce Francia e Veneto attraverso la dolcezza delle cipolle e la sapidità del pesce conservato.
Qui vedette la pasta un po’ bianca perchè l’ho fatta senza glutine quindi con una buona parte di farina di riso.


La Pissaladière originale: un simbolo della cucina nizzarda
La pissaladière originale è cuore pulsante della cucina nizzarda. Il suo nome deriva dal “pissalat”, un’antichissima pasta di pesce fermentato a base di piccole acciughe o sardine, un condimento dal profumo deciso che un tempo veniva steso sull’impasto prima di aggiungere le cipolle.
La ricetta moderna, più dolce e accessibile, conserva alcuni tratti fondamentali:
- Cipolle bianche o bionde, stufate a lungo fino a diventare cremose e dolci, quasi una confettura salata.
- Acciughe salate, disposte a raggiera o a rombi, come una decorazione rustica e iconica.
- Olive nere di Nizza, piccole, profumate, con il loro sapore amarognolo e intenso.
- Pasta lievitata morbida ma consistente, spesso una via di mezzo tra pane e pizza.
Il risultato è un trionfo di dolcezza e sapidità, un cibo povero e ricco allo stesso tempo, come molte ricette nate nelle città portuali.
La salsa veneta: un patrimonio culturale prima ancora che gastronomico
Il secondo pilastro della mia fusione è la salsa veneta per i bigoli, una preparazione che affonda le radici nella storia della Serenissima. Una ricetta nata dalla necessità, ma divenuta simbolo culinario.
Gli elementi fondamentali della salsa sono:
- Cipolla di Chioggia o cipolla bianca, tagliata finemente e appassita lentamente fino a diventare morbida, lucida e quasi trasparente.
- Sarde sotto sale, dissalate e fatte sciogliere nell’olio fino a creare una crema sapida, carica di umami.
- Una cottura lenta, che permette ai sapori di trasformarsi e amalgamarsi.
Il risultato è una salsa che rappresenta la tradizione veneziana in tutta la sua essenzialità. Una salsa che racconta il mare, la laguna, la cucina popolare e gli antichi riti religiosi.
Pissaladière in salsa alla veneta
Ingredienti
Per la pasta:
- 500 g farina 0 o semintegrale (io la realizzo anche con farina senza glutine)
- 250 g acqua (temperatura ambiente)
- 10 g lievito di birra fresco*
- 1 cucchiaino miele o malto
- 2 cucchiai olio extravergine d’oliva
- 1/2 cucchiaino sale
Per la farcitura:
- 700 g cipolle bianche di Chioggia (altre cipolle dolci) (affettate finemente)
- 1 spicchio aglio
- salvia
- 8 sarde sottosale
- qb cannella
- qb sale
- qb olio extravergine d’oliva
Istruzioni
Pre-impasto:
- Fate sciogliere in una ciotola i 10 grammi di lievito di birra, con un cucchiaino di miele e 5 cucchiai di acqua. Unite 3 cucchiai di farina, mescolate e lasciate riposare coperto con un canovaccio per circa 30 minuti o comunque fino a che l’impasto non raddoppia.
Impasto:
- Versate nell’impastatrice la restante farina, l’impasto pre-lievitato, due cucchiai di olio e iniziate a far impastare, versando un po’ alla volta l’acqua.
- Impastate per bene e infine aggiungete il sale. Formate una palla e mettetela a lievitare in un luogo riparato per 1 ora e mezza, circa. Dopo un'oretta potette fare 3 giri di pieghe dell'impasto .
Preparazione farcitura:
- In una padella versate abbondante olio, lo spicchio d’aglio in camicia e lasciate soffriggere. Aggiungete le cipolle affettate (e se volete qualche foglia di salvia, che in questa preparazione per la pizza da un buon profumo), una sarda sciacquata e senza lisca/testa, abbassate al minimo la fiamma, unite un pizzico di sale. Se volete anche un pizzico di cannella.
- Chiudete con il coperchio e lasciate stufare per mezz’ora. Trascorso il tempo, aggiungete qualche cucchiaio di acqua e continuate la cottura per un altro quarto d’ora, senza coperchio.
- Intanto lavate bene tutte le sarde sotto sale, eliminando la testa e la lisca centrale.
Preparazione finale:
- Forno statico acceso a 220°C.
- Stendete l’impasto lievitata con uno spessore di un centimetro. Sistematelo in una teglia da forno leggermente unta sul fondo. Coprite la pasta con la farcia di cipolle e distribuite sopra le sarde.
- Infornate in forno caldo, nella parte parte bassa. Abbassate a 200°C e cucinate per circa 30 minuti, fino a cottura.
Note
La mia pissaladière veneta, celebrazione dei sapori condivisi
Quando si uniscono ricette così simili, la magia sta nei dettagli. La mia pissaladière veneta parte da una base classica: impasto lievitato morbido, cotto fino a ottenere una leggerezza fragrante. Sopra, però, arriva il cuore veneto: una salsa di cipolla di Chioggia e sarde sotto sale.
Il risultato è una focaccia che profuma di Mediterraneo e di laguna, un incontro elegante che mantiene l’anima popolare di entrambi i piatti. Perfetta da servire come antipasto, come street food casalingo o come protagonista informale di una serata conviviale.
E la Giornata Mondiale della Pizza diventa così un’occasione per ricordarci che la cucina è un invito a esplorare, inventare, assaggiare il mondo un morso alla volta.
L’Italia nel piatto
Per il tema del mese “Giornata mondiale della pizza” . Qui di seguito le proposte delle altre regioni d’Italia.

Liguria: focaccia secca pizzata (blog: Arbanella di basilico)
Lombardia: Pizza bianca con luganega e crescenza (blog: Pensieri e Pasticci)
Emilia Romagna: Pizza alla crema di parmigiano con prosciutto crudo e aceto balsamico (blog: Zibaldone culinario)
Toscana: Ciaccino senese (blog: acqua cotta)
Umbria: Pizza alla umbra: una pizza che diventa territorio (blog: 2 amiche in cucina)
Marche: Pizza Rossini (Blog: forchetta e pennello)
Molise: Pizza assettata molisana (blog: Tarte tartina)
Lazio: La Falia di Priverno (blog: Meri in cucina)
Campania: Pizza napoletana con mozzarella di bufala (blog: Fusilli al tegamino)
Puglia: Pizza con stracciatella e funghi cardoncelli (blog: Breakfast da Donaflor)
Basilicata: Focaccia morbida del Vulture (blog: Quella lucina in cucina)
Calabria: Grupariata di luzzi (blog: dolcemente inventando)
Sardegna: Pizzette al taglio cagliaritane (blog: Dolci Tentazioni d’autore)
Sicilia: Sfincione Palermitano Vegano (blog: Profumi di Sicilia)









18 comments
Buongiorno e buon anno, la tua proposta è davvero strepitosa!
Grazie Lucia!!
Ma che buona questa pizza, con cipolle e sarde il sapore è assicurato!
te lo assicuro!!
ciao
elisa
Bellissima interpretazione e abbinamento perfetto, quella salsa di cipolle sembra fantastica
Auguri per un sereno 2026
ciao Manu
non ne è avanzato nemmeno un pezzo!!!
ciao
elisa
Accidenti Elisa che idea bellissima hai avuto! Il risultato è sotto gli occhi, le foto splendide parlano e sembra di sentire il profumo di questa bellissima pissaladière. Che poi preparata senza glutine è davvero un valore aggiunto. Complimenti ancora, e ti auguro un bellissimo 2026!
Grazie Marina!
auguro anche a te un felice anno nuovo!
Deve essere un’accostamento davvero interessante! Grazie Elisa
ottimo!
ciao
elisa
Una pizza ricca di sapori e di tradizioni. Deve essere proprio buona! Buon anno!
eh sì! non avanza!!
ciao
elisa
Tutto da provare questo connubio tra Veneto e Francia . Buon anno Elisa!
Grazie! buon anno anche a te!
Ciao Elisa, finalmente ho sistemato il blog con il link alla tua ricetta, sembra che sia tutto tranquillo! E’ veramente una focaccia strepitosa, anche noi facciamo una pissaladière, è la nostra pizza dell’Andrea, dedicata ad Andrea Doria, un abbraccio e buon anno 🙂
Grazie per la pazienza! Finalmente ora sempre tutto stabile!
Sì, sì, avevo letto della vostra versione ligure! buonissime tutte!!!
Una combinazione davvero vincente e foto bellissime. Buon anno, Elisa!
Grazie!
Buona anno anche a te!