La rabarberpaj, ovvero la pie al rabarbaro, è un classico della tradizione culinaria del nord Europa, della Svezia in particolare.
Il rabarbaro, infatti, cresce rigoglioso nei climi freddi, ecco perché molto diffuso in Scandinavia. Durante un weekend ad Edimburgo, al mercato in Castle Terrace, tutti i banchi dei fruttivendoli lo esponevano in gran quantità. ma anche a Stoccolma ne ho vostro molto!
Molto più difficile da reperire qui in Italia, visto che non è un ingrediente frequente nella nostra cucina. Ma un bravo fruttivendolo saprà procuravelo!
Rabarbaro, non fatevelo sfuggire
Le origini del rabarbaro sono cinesi e sembra esser sbarcato in Italia nel XIV secolo per poi diffondersi in tutta Europa.
Se lo trovate, non perdete l’occasione di assaggiarlo, il periodo giusto è proprio questo tra maggio e giugno. Si conserva molto bene, sia fresco che in composta. Ha un bellissimo colore rosso scuro, i gambi meglio se sono sottili. Esistono però anche delle varietà che restano più verdi, buonissime lo stesso.
Il sapore del rabarbaro è caratterizzato dall’essere un po’ aspro, aspetto che lo rende versatile sia per piatti dolci che salati.
Il rabarbaro in cucina
I gambi (le foglie sono tossiche e vanno scartate) si abbinano perfettamente alle fragole per crostate e crumble, oppure a carni bianche e pesce per salse in agrodolce.
Per piatti dolci: l’acidità naturale del rabarbaro si sposa a meraviglia con lo zucchero e la dolcezza di altra frutta. Il rabarbaro è quindi perfetto da usare per fare:
- Crostata fragole e rabarbaro: un grande classico della pasticceria anglosassone, ideale da gustare in primavera ed estate. Qui di seguito trovate la ricetta con un impasto tipo briseè, per una pie, ma potete benissimo fare anche una pasta frolla.
- Crumble: potete tagliare il rabarbaro a tocchetti, lasciarlo macerare con zucchero e limone, e coprirlo con un impasto di farina, burro e frutta secca prima di infornarlo. Per il crumble potete seguire questa ricetta.
- confetture e composte: perfetto per accompagnare dolci al cucchiaio, yogurt o formaggi freschi. Qui la confettura fragole e rabarbaro
Nei piatti salati, il suo profilo aromatico fresco e pungente lo rende ideale per bilanciare piatti grassi o sapori intensi. Lo potete usare per:
- Salse per carni e pesci: provatelo brasato in padella per accompagnare filetti di maiale o salmone.
- Vellutate e contorni: si può unire a patate e cipolle per creare creme agrodolci particolari, magari accompagnate da uova o formaggi.
Io ho deciso di utilizzarlo in una ricetta classica, ovvero la rabarberpje, la pie al rabarbaro e fragole. Sapete bene la mia passione per questo tipo di torte!!!
Io ho seguito una ricetta svedese, ma potete trovare molte altri variati tipiche di altre Paesi, come l’Islanda e la Svizzera. Da provarle tutti!
Ho raccontato questa ricetta anche durante un’intervista telefonica con radio Bella&monella. Alla fine del post trovate la registrazione!
RABARBERPAJ, la pie al rabarbaro e fragole
Ingredienti
Per la pasta:
- 200 g farina 0
- 50 g farina integrale di farro (o fiocchi di avena triturati)
- 120 ml di sciroppo di malto (o 80 g zucchero di canna)
- 60 ml olio di semi (80 g di burro)
- 70 ml acqua fredda
- 1 pizzico di sale
- 1 cucchiaino di cremor tartaro (o bicarbonato)
Per la farcitura di rabarbaro:
- 3-4 steli di rabarbaro
- 300 g di fragole
- 1 o 2 cucchiai di zucchero integrale
- 1 spruzzata di limone
- cannella o cardamomo (facoltativo)
Istruzioni
Preparare la pasta:
- Unite gli ingredienti secchi setacciati e poi aggiungete quelli liquidi. Mescolate ed impastate con le mani fino a formare una palla omogenea. Mettete in frigo a riposare 30 minuti.
Preparate la farcitura:
- Lavate e tagliate a pezzi le fragole e il rabarbaro in pezzetti piuttosto piccoli (1 cm circa).
- Disponeteli in un padellino e aggiungete un po’ di zucchero con lo zucchero, quantità a proprio gusto. Io ne ho messo un cucchiaio, ma se preferite una farcita più dolce mettetene un po’ di più.
- Lasciate cuocere a fuoco lento per circa 20-30 minuti, diventerà una composta.
- Aggiungete una spruzzata di limone. Insaporite con cannella a proprio gusto, ma se non vi piace potete evitarla.
Assemblaggio:
- Rivestire una teglia (precedentemente oliata o su cui avete applicato la carta forno)
- Distendete 3/4 del’impasto con le mani e formate delle pareti di circa 1 centimetro o poco più.
- Versare la composta sulla base e ricoprire con pezzettini dell’impasto rimanente, a mo’ di crumble,come da tradizione, oppure fate le classiche strisciate da crostata.
- Cuocete in forno statico caldo a 180°C fino a doratura, circa 35 minuti.
- Servite con panna montata o una pallina di gelato alla vaniglia
Questa ricetta della pie al rabarbaro l’ho raccontata agli ascoltatori di radio Bellla e Monella, durante la trasmissione “Tutti in cucina”.
La mia intervista:
La ricetta:
Ciao!
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