Spianata sarda

La spianata sarda è una ricetta tradizionale tipica di Ozieri, in provincia di Sassari, tradizionalmente preparata per le nozze e si decorava con uno stampo apposito e caratteristico: la “sa pintadera“.

spianata sarda

La spianata sarda si prepara con lo stesso impasto del pane carasau, il più famoso pane tipico sardo, ma la differenza tra i due è la consistenza: la spianata è decisamente più morbida e non croccante.

È un pane senza grassi, che si mangia per accompagnare un po’ di tutto. In particolare zuppe, minestre, ma anche insalate, carni, affettati.

È una presenza insostituibile durante gli spuntini a base di casu e sartizzu, ovvero formaggio e salsiccia.

spianata sarda
Spianata sarda
Piatto: Pane
Cucina: Sarda
Porzioni: 8 pezzi
Ingredienti
  • 500 g di farina di semola
  • 100 g di pasta madre (o 15 g di lievito di birra fresco)
  • 200 ml circa di acqua
  • 1 cucchiaino di sale
Istruzioni
  1. La pasta madre deve essere già attiva, quindi rinfrescata il giorno prima.
Impasto:
  1. In una ciotola sciogliete la pasta madre(o lievito di birra) con 100 ml di acqua, aggiungete 100 g di farina, impastate bene, poi coprite e lasciate lievitare circa 3 ore.

  2. Trascorso il tempo aggiungete l’altra farina, il sale sciolto negli altri 100 ml di acqua e impastate tutto nuovamente, fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. L’impasto risulterà complessivamente abbastanza duro da lavorare per via della bassa idratazione (50%).

  3. L’impasto deve essere comunque lavorabile, non duro e nemmeno appiccicoso: se serve acqua (o farina) a seconda del caso.

  4. Lavorate finchè nell’impasto non si sentono le prime bolle d’aria. Se utilizzate una planetaria lavoratelo circa 6-7 minuti.

  5. Fate una palla e lasciate lievitare un'altra ora.

  6. Trascorso questo tempo fate la suddivisione in 8 palline da circa 100 grammi. Mettetele al riparo sotto un panno di lino o un contenitore, una accanto all’altra, dove resteranno per altre 3 ore.

  7. Accendete il forno a 250°C.

  8. Stendete ogni pallina con l’aiuto di un mattarello in dischi molto sottili, circa 3-4 millimetri. Le forme ottenute possono essere decorate ritagliando i bordi con un disco dentellato che simula il disegno della “pintadera”, una sagoma della tradizione sarda.

  9. Disponete i dischi su un panno su cui avete sparso della semola e copriteli.

  10. Attendete una ventina di minuti, intanto accendete il forno a 250°C statico.

Cottura:
  1. Con forno casalingo: cuocete in forno fino a che l’impasto si gonfia e poi lasciate per altri 30 secondi. Poi girate la spianata e fatela cuocere per 2 minuti.

  2. Con forno a legna: infornate a circa 400°C per un minuto (suddiviso in 40 secondi da un lato e altri 15 dall’altro). Il disco si gonfierà dopo circa 25-30 secondi.

  3. Se volete ottenere anche una maculatura sulla superficie delle spianate, fatele dorare per un paio di minuti in tutto (un minuto per parte) su una padella su fiamma viva e alta.

  4. Il pane si conserva per circa una settimana, chiuso in una busta per alimenti.

Spianata sarda, ricetta tradizionale

La spianata sarda è un pane di forma rotonda, con un diametro che varia tra i 15 ai 20 cm, alto non più di  1 cm e senza mollica, morbido e profumato.

Andrebbe cotto nel forno a legna per poter avere il massimo risultato ma dà, comunque, soddisfazione anche se cotto nel forno casalingo.

La temperatura del forno a legno è inferiore rispetto a quella del pane “carasau” tanto che la cottura della spianata, tradizionalmente, avviene dopo la preparazione di questo,  quando il forno non è più alimentato con la legna e, quindi, la temperatura scende.

spianata sarda

La ricetta della spianata prevede l’utilizzo della semola sarda, semola di grano duro, e il lievito madre (chiamata nel dialetto dell’area del sassarese “la madrigga”) che  favorisce un processo di lievitazione molto lento ed efficace), sale marino e acqua.

Dopo l’impasto si procede alla porzionatura in piccoli pezzi (panetti), che vengono poi disposti sui tradizionali teli di lino che garantiscono che tutti i panetti raggiungano la stessa temperatura e, quindi, una corretta lievitazione.

La preparazione delle sfoglie si esegue a mano con l’aiuto dei matterelli su un tavolo di legno.

Il panetto viene schiacciato alle estremità sino a raggiungere uno spessore di meno di mezzo centimetro. Si dispongono i pezzi così lavorati ancora sul panno di lino per far procedere la lievitazione e poi si inforna.

A cottura ultimata si toglie il pane dal forno e con la mano imbevuta di acqua (con una leggera concentrazione di sale marino) si inumidiscono le superfici laterali del pane e si inforna nuovamente per qualche minuto.

Questo dà al pane l’aspetto lucido  detto “imbridadura”.


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