La pinza veneta, il dolce dell’Epifania (anche senza glutine)

by Elisa Di Rienzo

In Veneto l’Epifania non è solo la festa che chiude il periodo natalizio, ma è anche un momento carico di simboli, riti e sapori antichi. Tra questi, uno dei più rappresentativi è senza dubbio la pinza veneta (pinsa in dialetto) un dolce semplice, rustico, profondamente legato alla tradizione contadina e al periodo invernale.

Preparata soprattutto tra la fine di dicembre e il 6 gennaio, la pinza non è un dessert elegante o ricercato: è un dolce di sostanza, nato per nutrire, scaldare e celebrare con ciò che la dispensa offriva.

La pinza è fatta principalmente con farina di mais, ingrediente fondamentale della cucina veneta povera, insieme a frutta secca, fichi, uvetta, semi di finocchio e talvolta mele o pere.

Ogni famiglia ha la propria versione, tramandata a voce, con piccole variazioni legate al territorio e alle disponibilità stagionali. Non esiste una sola pinza, ma tante pinze quante sono le case che la preparano.

pinza veneta

Un dolce di origine contadina

Per comprendere davvero la pinza veneta bisogna tornare indietro nel tempo, nelle campagne della Serenissima, quando la farina di frumento era un bene prezioso e raro, mentre il mais, arrivato in Veneto nel Cinquecento, divenne rapidamente la base dell’alimentazione quotidiana. Con il mais si faceva la polenta, che avanzava spesso, e proprio dal riutilizzo degli avanzi nascono molte preparazioni tradizionali, tra cui la pinza.

Questo dolce rappresenta perfettamente la cucina del recupero, fatta di ingegno e rispetto per il cibo. Nulla veniva sprecato: la farina di mais, unita a frutta secca conservata dall’estate, diventava un impasto sostanzioso, cotto lentamente e pensato per durare più giorni.

La pinza, infatti, migliora con il tempo: il riposo ne compatta i sapori e la rende ancora più profumata.

pinza veneta

Il legame con l’Epifania e la Befana

La pinza è tradizionalmente legata alla festa dell’Epifania, che in Veneto assume un significato particolare. La notte della Befana, secondo la tradizione popolare, è un momento di passaggio: nella zona di Treviso si brucia il vecchio anno nei falò (i “panevin”), si osservano le fiamme per trarne presagi e si condividono cibi semplici e conviviali.

La pinza veneta è spesso presente in queste occasioni, servita a fine pasto o come merenda, accompagnata da un bicchiere di vin brulé, di vino dolce o, più semplicemente, da un po’ di latte caldo.

È un dolce che non ha bisogno di grandi presentazioni: la sua forza sta nella memoria collettiva che evoca, nei gesti ripetuti ogni anno, nel profumo che riempie la cucina nelle fredde giornate di gennaio.

pinza veneta

Ingredienti poveri, sapori profondi

La caratteristica principale della pinza veneta è il suo profilo rustico. E’ compatta, umida, quasi “masticabile”. La farina di mais regala una consistenza particolare, mentre la frutta secca e i fichi donano dolcezza naturale, senza bisogno di grandi quantità di zucchero.

I semi di finocchio, spesso presenti, sono una nota aromatica tipica, che rimanda immediatamente ai dolci contadini del Nord-Est. In alcune zone si aggiungono anche scorze di agrumi, grappa o anice, a testimonianza delle contaminazioni locali e delle preferenze familiari.

Ogni fetta di pinza è diversa: a volte più scura, a volte più chiara, più ricca di frutta o più semplice. Ed è proprio questa irregolarità a renderla autentica.

La pinza veneta non è identica in tutta la regione.

Nel Veneziano e nel Trevigiano è spesso arricchita con fichi secchi e uvetta, mentre nel Vicentino e nel Padovano può essere più compatta e meno dolce.

Esistono anche varianti simili in Friuli e nel Trentino, a dimostrazione di come le tradizioni culinarie non conoscano confini netti, ma si evolvano seguendo il territorio e le persone che lo abitano.

Veniva cotta nel forno a legna dopo la cottura del pane, sfruttando il calore residuo, un dettaglio che racconta molto della vita rurale di un tempo.

pinza veneta

La Pinza veneta

Per una teglia da 20×30 cm

Ingredienti

  • 250 g farina di mais gialla (fine o grezza, per due risultati diversi di consistenza)
  • 100 g farina 0 (per versione gluten free sostituisci con 100 g di farina di mais e 100 farina di riso o altra)
  • 100/150 g zucchero semolato
  • 1 lt latte
  • 150 g burro
  • 1 mela renetta
  • 100 g fichi secchi morbidi
  • 50 g pinoli o noci
  • 70 g arancia e/o cedro canditi
  • 100 g uvetta sultanina
  • 25 ml grappa
  • 1 pizzico sale
  • 1 cucchiaio semi di finocchio
  • 1 cucchiaio semi di anice
  • 1 arancia (buccia grattugiata)
  • qb burro e pangrattato/farina mais per la teglia

Istruzioni

  • Scaldare il forno e mettere in ammollo in acqua tiepida l'uvetta sultanina, volendo anche con un po' di grappa.
    Tagliate tutta la frutta a pezzettini.
    pinza ingredienti

Preparazione della polentina:

  • Scaldate il latte e appena inizia a bollire aggiungete il burro.
    Quando sarà sciolto versate a pioggia le farine e iniziate a mescolare evitando di fare grumi. Cuocete circa 20 minuti, mescolando, finchè avrete una polentina densa. Togliete dal fuoco.

Preparazione impasto pinza:

  • Unite alla polentina i semi di anice e finocchio, la buccia grattugiata dell'arancia e mescolate. Unite ora tutta la frutta a pezzetti lo zucchero.
  • Versate l'impasto in un stampo rettangolare imburrato e cosparso con pangrattato o farina di mais, anche sui fianchi dello stampo.
  • Livellate bene con una spatola, dovrà essere alta 3-4 cm, e spolverate con un po' di zucchero.
  • Cuocete a 180°C per circa un'ora fino a quando la superficie formerà una bella crosta compatta dorata (tradizionalmente anche un po' bruciacchiata nel forno a legna).

Pronta da servire:

  • Fate intiepidire o raffreddare. Spolverizzate con zucchero a velo e servite, tagliata a quadrotti. Da accompagnare con un bicchiere di vin brulé.
  • E’ buona sia tiepida che fredda e si mantiene per alcuni giorni, meglio se conservata coperta da una pellicola così da conservare la consistenza umida.
pinza veneta

La pinza oggi: memoria e riscoperta

Negli ultimi anni la pinza veneta sta vivendo una riscoperta. In un’epoca in cui si cerca sempre più autenticità, stagionalità e legame con le radici, questo dolce antico torna sulle tavole come simbolo di una cucina lenta e consapevole. Non è raro trovarla nelle panetterie artigianali o proposta in versioni leggermente rivisitate, ma sempre rispettose della tradizione.

Preparare o assaggiare una pinza oggi significa fare un piccolo viaggio nel passato, riscoprendo il valore del tempo, dell’attesa e della semplicità. È un dolce che invita a rallentare, a sedersi a tavola senza fretta, magari raccontando storie di famiglia o ricordando chi, prima di noi, impastava con gesti sicuri e senza bilancia.

pinza veneta

La pinza veneta non è solo un dolce dell’Epifania: è un racconto di inverni freddi, di cucine riscaldate dal forno e di mani esperte. È la dimostrazione che anche con ingredienti semplici si possono creare sapori profondi e duraturi, capaci di attraversare i secoli.

In un mondo che corre veloce, la pinza ci ricorda che la tradizione non è nostalgia, ma identità. E che certe ricette non servono solo a nutrire, ma a tenere vivo un patrimonio culturale fatto di memoria, territorio e condivisione.

La pinza e le sue sorelle!

PINZA DI ZUCCA, LA SMEGIASSA VENETA, un antico dolce veneto della tradizione del Polesine, diffuso anche nel veneziano (a Chioggia in particola modo) e nel padovano, a base di zucca e frutta secca e ricorda un po’ la pinza trevigiana.

TORTA PUTANA, DOLCE DI POLENTA VICENTINO, antico dolce vicentino a base di polenta, un dolce povero, fatto con ingredienti semplici, tipico del vicentino.

MACAFAME, IL DOLCE VICENTINO, stessa tipologia di dolce ma fatto con il pane vecchio


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2 comments

Matilde 5 Febbraio 2026 - 11:55

Ciao, lo zucchero esattamente quando va unito? Grazie

Reply
Elisa Di Rienzo 12 Febbraio 2026 - 17:06

Chiedo scusa permali ritardo nella risposta e per aver omesso il passaggio nella ricetta.,
Ora ho corretto.
Lo zucchero si aggiunge quando la polentina è pronta, fuori dal fuoco.
Grazi
elisa

Reply

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