I pizzoccheri, il grano saraceno

I pizzoccheri sono un tipo di pasta originario di Teglio, un paesino in provincia di Sondrio, e rappresentano il piatto tipico della cucina della Valtellina, realizzato proprio con un ingrediente principe di questa zona: il grano saraceno.


(…) Vi si fa gran d’uso di farinacei e di certe paste grossolane che si cospergono con butirro e formaggio a guisa di tagliatelli, dette Pizzoccheri, delle quali vanno assai ghiotti i Sondriesi (…)

Tratto da Nella prima metà dell’800 i contadini mangiavano…”Tipografia statistico-medica della Prov. Di Sondrio” di Ludovico Balardini

I pizzoccheri, queste tagliatelle a base di farina integrale di grano saraceno, sono un pasta della tradizione montanara italiana, ma soprattutto una delle migliori tipologie di paste d’Italia, per sapore e proprietà nutrizionali.

Oggi il calendario del cibo Italiano festeggia proprio a questa pasta e vi invito ad andare a leggere l’articolo di Alessandra Petteni (autrice del blog Polpetta Pop) sul sito dell’Associazione Italiana Food Blogger per conoscere tutto di questo prodotto: giornata nazionale dei Pizzoccheri


pizzoccheri_grano saraceno

Fare la pasta in casa è come sempre una gran soddisfazione, ma nel caso dei pizzoccheri caso è molto consigliabile, in quanto si può mantenere quel giusto rapporto delle due farine, di frumento e integrale di grano saraceno. Purtroppo le paste industriali, seppure molto buone, hanno ridotto di molto la quantità del grano saraceno (appena un 25%) rispetto alla farina raffinata per poter garantire una buona tenuta della cottura, riducendo però anche le ottime proprietà che derivano dal grano saraceno, tra cui il forte potere antiossidante.
Poi c’é il condimento dei pizzoccheri… spesso ritenuto pesante, troppo ricco nella sua versione più tradizionale, codificata oggi dalla Accademia del Pizzocchero di Tegli, ma in realtà così ricco di storia e tradizione che merita veramente di essere conosciuto e gustato.
pizzoccheri
Oggi voglio riproporvi una versione che ho fatto mia, più delicata e arricchita dalla presenza del tartufo, come lo propone lo chef Carlo Sadler nel suo libro “Menù per quattro stagioni”: qui la ricetta dei Pizzocheri in versione delicata, con bieta, spinacino, formaggio Casera, tartufo nero e maggiorana.

ciao!

elisa firma

Commenti FB (se volete una risposta subito, scrivetemi nel form commenti, così ricevo la notifica)

6 Commenti

Lascia un tuo commento, ti risponderò!

Pattyrispondi
15 Febbraio 2016 a 11:52

Una versione raffinata ma sempre fedele al concetto di piatto povero, in questo caso impreziosito dalla presenza del tartufo che lo trasforma in qualcosa di irresistibile.
Bello!
Un abbraccio, Pat

elisa di rienzorispondi
15 Febbraio 2016 a 11:58
– In risposta a: Patty

Grazie mille Patrizia,
proprio vero quello che dici. Un piatto della tradizione montanara che può benissimo adattarsi a qualsiasi situazione.

Daniela Strattarispondi
15 Febbraio 2016 a 14:18

Ciao Elisa, sono legatissima alla ricetta tradizionale di questo piatto e ora sono molto curiosa di provare a cucinare la tua versione, grazie! dani

elisa di rienzorispondi
15 Febbraio 2016 a 14:54
– In risposta a: Daniela Stratta

anch’io amo la versione tradizionale.. ma questa è moto ruffiano! 😉

Antonellarispondi
15 Febbraio 2016 a 19:30

Fantastici! Hai osato, aggiungendo questo altro prezioso ingrediente, che ha reso questo piatto gi‡ di per sé fantastico, sicuramente piu’ profumato e prezioso! La cremosit‡ del piatto sembra uscire dalla foto! Complimenti!!

elisa di rienzorispondi
15 Febbraio 2016 a 21:14
– In risposta a: Antonella

Grazie Antonella! Sebbene sia affezionata ala ricetta tradizionale trovo che questa sia una variante molto sfiziosa!!
ciao
elisa

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.